Nel mondo, i capi hanno codici. Numeri e lettere su un'etichetta. Qui, hanno nomi. Espero, Libeccio, Levante. Riva, Aria, Alba, Luna.
Non è un dettaglio. È un modo di pensare.
Un nome non è un codice
Un codice identifica un oggetto. Un nome identifica qualcuno.
Un capo BAPARY non è un oggetto anonimo su uno scaffale. È un capo che abbiamo pensato, disegnato, fatto per una persona.
Quindi merita un nome. Come le persone.
Un nome significa un carattere
Non puoi dare un nome a qualcosa che non ha un carattere.
Un nome ti obbliga a chiederti: chi è questo capo? A chi somiglia? Per chi è?
Se non sai rispondere, non sai nominarlo. E se non sai nominarlo, non è un BAPARY.
Per questo ogni capo ha un nome: perché prima di averlo, ha dovuto avere un carattere.
Un nome crea una relazione
Quando indossi un BAPARY, non dici "ho messo la giacca".
Dici "ho messo il Libeccio". O "ho messo il Riva".
Il nome rende il capo tuo. Non è più una giacca tra tante. È la tua.
È il primo passo verso quel "sono io" che cerchiamo allo specchio.
I nomi che scegliamo
I nomi sono parole italiane, brevi.
Spesso evocano la natura: il vento, la luce, l'aria, l'acqua.
Perché BAPARY è italiana, e legata alle cose vere e naturali.
Questi sono i nomi di oggi. Domani ce ne saranno altri. Ma ogni capo avrà sempre un nome.
Quando il nome diventa tuo
Alla fine, il motivo è semplice.
Quando ti guardi allo specchio e pensi "sono io", quel nome suona già tuo.
Per questo ogni BAPARY ha un nome.
Vuoi conoscerli?
I caratteri di oggi sono nella collezione.
Se hai domande, parliamone.




